I’m not afraid

 

Nei tarocchi o meglio ancora negli arcani la carta del diavolo viene associata alle tematiche legate all’incontro con l’ombra.
Il Diavolo spesso ci porta in situazioni in cui, che lo vogliamo o no, ci troviamo di fronte a noi stessi, alle parti di noi che non riconosciamo e neghiamo, questo incontro con l’ombra è ben descritto nella citazione dello psicoanalista Jung:

Incontrare se stessi non è però nè un’operazione facile nè un’esperienza piacevole, anzi buona parte delle nostre energie le spendiamo ad allontanare dai nostri occhi lo specchio che ci mostrerebbe la nostra vera immagine.

Questo incontro così profondo con noi stessi è legato molto spesso a degli eventi che in qualche modo cambiano il corso regolare della nostra vita.

Il cancro è, ad oggi, la seconda causa di morte dopo le malattie cardiovascolari. In Italia nel 2016 la AIOM (associazione italiana di oncologia medica) e la ARTUM (Associazione Italiana Registro tumori) riportano che ci sono state 363.000 nuove diagnosi di tumore è forse una delle più grandi epidemie della storia dell’uomo.

Chiaramente la medicina moderna lotta costantemente per abbattere questo grande male che in molti casi risulta ancora ad oggi incurabile.
Oltre al chiaro cambiamento fisico che ne risulta, molte volte facilmente visibile, c’è un cambiamento mentale più profondo maggiormente velato che avviene fin da subito.

Vi è una stretta connessione tra salute psichica e insorgenza di tumori e la qualità di vita a seguito della diagnosi oncologica.
Lo stesso Veronesi diceva che “è più facile togliere il tumore dal corpo che dalla mente”. Nel caso specifico la donna che inizia la cura tumorale vede un cambiamento fisico che si ripercuote in modo molto forte anche a livello psichico.

In qualche modo si avvia parallelamente un percorso conoscitivo che mette la persona a stretto contatto con una parte di se fino ad allora celata.
Figure professionali come la psicologa assistono il malato affinchè si avvii una reazione di fronte al nuovo status.

Oltre a questa si affiancano nuove figure come quella dell’estetista oncologica figura non ancora riconosciuta in italia.
Quest’ultima tramite trattamenti che possono sembrare superficiali ad un primo sguardo si prende cura dell’aspetto estetico della “figura umana”.

Nella società da sempre l’aspetto estetico inteso come il benessere di se stessi è di primissima importanza per l’individuo stesso, già nel 1948 l’Organizzazione Mondiale della Sanità definì il concetto di “salute” come:

<<La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non consiste soltanto nell’assenza di malattia o di infermità>>.

Confrontarsi con se stessi è guardarsi allo specchio e non avere paura di ciò che ci stà di fronte.
Questo come fotografo è ciò che ho ricreato uno specchio a due vie dove la Donna compie i gesti più quotidiani per il proprio benessere e dall’altra un fotografo che ne riprende i movimenti lasciando alla figura la capacità di emergere più pura possibile.

Questo percorso intrapreso dalle pazienti che pone come base l’ accettazione e un forte senso di riscossa , porta quest’ultima ad accettare il nuovo se, potendosi finalmente guardare senza allontanare lo sguardo ma fissandosi per capire che come l’Alice di Lewis Carrol attraverso lo specchio di fatto nulla è cambiato e che di fronte a noi in c’è la donna che c’è sempre stata forte delle esperienze che la compongono.