I’m not afraid

Il cancro è, ad oggi, la seconda causa di morte dopo le malattie cardiovascolari. Con oltre 363.000 nuove diagnosi di tumore in Italia nel 2016, questa può essere considerata a buon diritto una delle più grandi epidemie della storia dell’uomo.

Le protagoniste di questo progetto sono delle donne ordinarie, tutte accomunate dalla lotta contro il cancro.

Ognuna di esse viene ritratta attraverso uno specchio mentre scorge la propria immagine riflessa. Sono intente a truccarsi e acconciarsi, in gesti quotidiani che la malattia ha stravolto ma non eliminato. Il progetto nasce infatti dalla collaborazione con l’APEO (Associazione Professionale di Estetica Oncologica), supportata e approvata anche dal Prof. Umberto Veronesi.

Veronesi sosteneva infatti che “è più facile togliere il tumore dal corpo che dalla mente” e la sfida di un’estetista oncologica infatti è proprio quella di affrontare questo forte cambiamento fisico che ha grandi ripercussioni anche sulla psiche, per riuscire insieme a queste donne ad affrontare con forza, vita e speranza la lotta in cui si trovano avviluppate.

Il percorso intrapreso dalle pazienti pone alla base l’accettazione del sé unito ad un forte senso di riscossa; proprio tramite questo processo di rivoluzione, comprensione e successiva accettazione esse arrivano ad accettare ed amare il nuovo sé, potendosi finalmente guardare senza allontanare lo sguardo, ma anzi fissandosi, arrivando a comprendere che proprio attraversando quello specchio si ritrova l’essenza profonda della donna che di fatto c’è sempre stata, forte e consapevole ma rinnovata delle esperienze che la compongono.

Nelle mie immagini si scorge il riflesso della malattia crudele che le ha piegate nel corpo e nella mente, eppure questo specchiarsi è per un attimo un momento di gioia. Paola che gioca con la figlia Alessia, in un momento di preziosa spensieratezza che l’ha aiutata ad accettare questa nuova mamma tutta calva. Giada che è giovane, troppo giovane per tutto questo. Maria, fragile e maestosa, come una Madonna. E Carmela che davanti allo specchio decide di tagliarsi i capelli prima di un nuovo ciclo di chemio, in uno scatto che è diventato una testimonianza ancor più preziosa anche per i suoi cari, adesso che lei non c’è più.

Prendersi cura di sé e confrontarsi con la propria nuova immagine è un trucco per uscire dal tunnel dell’ansia, dai legacci di una realtà in cui si è vittime inermi di una malattia aggressiva, e tornare con i piedi per terra, tornare a occuparsi di se stesse e delle piccole cose che fanno la nostra vita. A partire dal proprio corpo. Quindi i capelli, il rossetto, la pelle. L’immagine che ci attraversa dentro e fuori e con cui si affronta la vita. Qualsiasi essa sia.